In questo articolo andremo ad analizzare con degli esempi pratici le caratteristiche ideali degli oculari per osservare gli oggetti del profondo cielo come galassie, nebulose, ammassi stellari.
Per l’osservazione visuale degli oggetti del profondo cielo le caratteristiche più importanti che gli oculari dovrebbero avere sono:
- grande estensione del campo apparente (>60 gradi);
- campo ben corretto fino ai bordi dell’oculare;
- capacità di offrire, in congiunzione con un dato telescopio, una pupilla d’uscita di 1,5 – 2 mm (ma questo dipende dalle condizioni del cielo e dal tipo di soggetto).
Facendo qualche esempio, se si possiede un telescopio da 250 mm di apertura e 1200 mm di lunghezza focale come lo Sky-Watcher Dobson 10, se si vuole ottenere una pupilla d’uscita da 2mm questo corrisponderà ad un ingrandimento di 250/2 = 125x, che si otterranno con un oculare da 1200/125 = 10mm circa.
Se invece si considera una pupilla d’uscita di 1.5mm, allora l’ingrandimento sale a circa 167 che si ottiene con un oculare di focale di 7-8mm circa.
Tra gli oculari disponibili per questo tipo di osservazioni, sono consigliabili soprattutto il Celestron Xcel-LX 9 mm (campo apparente 60 gradi) oppure il Celestron Luminos 7 mm o 10 mm (campo 82°) o ancora l’oculare Auriga UWA 7 mm o 10 mm, entrambi con un campo apparente di 82°.
Tutti questi oculari rientrano perfettamente nel “range” previsto, e con essi si ottengono alti ingrandimenti (che permettono di scurire in modo efficace il fondo-cielo ottenendo un evidente vantaggio in termini di contrasto e di risoluzione) con campi reali molto ampi nonostante gli alti ingrandimenti, per merito degli schemi grandangolari.
Ad esempio con l’oculare Celestron Luminos 7 mm usato con il Dobson Sky-Watcher da 10”, si ottengono ben 171 ingrandimenti (pupilla d’uscita pari a 1.46 mm) ma con un campo molto esteso, pari a 82/170= 0.49 gradi cioè ben 30 primi d’arco, che è l’estensione apparente della Luna piena! Con questa combinazione si può, ad esempio, per merito dell’elevato ingrandimento, risolvere in stelle fino al nucleo gli ammassi globulari medio-piccoli e notare dettagli fini in nebulose planetarie di pochi primi d’arco di diametro.
The Telescope Doctor – Plinio Camaiti